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Nomos30: gli eventi

11.09.2018
Più il digitale avanza e pervade la nostra vita, più sentiamo la necessità di avere prodotti con una forte identità, legati a una storia, a una tradizione, a un luogo di nascita. Questo è Nomos.

Il tavolo viene concepito trent’anni fa da Norman Foster per arredare il suo studio di Portland Street ma, da subito, la struttura studiata si dimostra in grado di svolgere anche altre funzioni e diventa un complemento di arredo suscettibile a soddisfare molteplici esigenze.

La sua spina dorsale centrale, la piattaforma declinabile, le quattro gambe allargate e i piedi di appoggio ispirati a quelli del LEM sono le fondamenta attorno alle quali gravitano una costellazione di componenti in grado di trasformare il tavolo in un sistema capace dar vita a un’infinita gamma di soluzioni: dalle postazioni individuali ai grandi tavoli meeting, passando dalle più attuali soluzioni di lavoro in desk sharing. 

Nomos non è definito, si evolve nel tempo fino ad acquisire l’intelligenza artificiale dell’ioT, l’internet delle cose.

Una cura dei dettagli messa in luce dagli innumerevoli schizzi che l’Architetto produce in due anni di lavoro, a cui fanno seguito altrettanti prototipi realizzati da Tecno per giungere a un risultato industriale perfettamente coerente al pensiero originale.

Nel 1987 Nomos è stato premiato con il Compasso d’Oro ADI.


Caratteristiche tecniche:
- due diverse altezze (65 o 72 cm), semplicemente montando i piedini con o senza distanziale
- possibilità di elettrificazione con passaggio cavi sottopiano
- ampia gamma di elementi aggregabili (vari piani di servizio, mensole, divisori, schermi, sottomano)
- base disponibile in versione cromata o verniciata in bianco e grigio piombo
- piani disponibili in laminato a forte spessore o laccato bianco o grigio piombo, in legno (varie essenze), in cristallo temperato trasparente ed extra chiaro retroverniciato o satinato nero

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