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\ La nostra storia

Tecno spa, fondata nel 1953 da Osvaldo e Fulgenzio Borsani, è un'azienda industriale che può contare sul supporto di una rete internazionale di succursali e rivenditori. Il marchio Tecno identifica una compagnia che possiede ancora l'entusiasmo iniziale per l'ingegneria e l'innovazione tecnologica e che continua a considerare essenziale la qualità del design, dei materiali e dell'artigianalità, permettendo così ai propri prodotti di vincere le sfide imposte dal futuro.

  • Le origini: ABV
    1923
    Tutto inizia dall’idea di casa, o meglio dall’idea dell’abitare come parte fondamentale della qualità della vita. La ricca e intensa storia ha inizio nei primi anni venti con la fondazione dell’Atelier di Varedo, divenuto in seguito Arredamenti Borsani Varedo (ABV), da parte di Gaetano Borsani, padre dei gemelli Fulgenzio e Osvaldo fondatori della Tecno. 

    I primissimi prodotti della bottega di Gaetano Borsani sono ancora caratterizzati dall’idea di “mobile in stile” legato alla tradizione artigianale della Brianza, ma nel susseguirsi delle partecipazioni dell’“Atelier di Varedo” alle Biennali di Monza del 1925, del 1927 e del 1930 si può seguire un’evoluzione dello stile legata soprattutto all’emergere della figura di Osvaldo Borsani. La V Triennale di Milano del 1933, evidenzia ufficialmente quanto fosse ormai definita l’autonomia stilistica di Osvaldo Borsani. In particolare l’esperienza del progetto e realizzazione della Casa minima, da lui progettata, propone un arredamento non coordinato, portatore di una propria qualità conclusa: il mobile singolo diventa autonomo e forte di una nuova capacità “relazionale”.

    Nel 1932 sorge la nuova fabbrica e contemporaneamente è inaugurato il negozio, con studio di progettazione, di via Montenapoleone a Milano. Per tutti gli anni trenta e quaranta Borsani si dedicherà principalmente all’arredo dei grandi ambienti abitativi e degli studi professionali della borghesia lombarda.
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  • La casa minima
    1933
    La V Triennale del 1933, nell’ambito della “Mostra dell’abitazione”, Borsani presenta, con Cairoli e Varisco, il progetto e la realizzazione di una “Casa minima” di chiaro impianto razionalista nella distribuzione degli spazi e nell’articolarsi dei volumi. Sono tuttavia gli arredi (dalle vivaci laccature e con l’utilizzo del tubolare in metallo curvato), a costituire il maggior motivo d’interesse, facendo vincere il “Diploma Medaglia d’argento” assegnato a Osvaldo Borsani e il “Gran premio” alla ditta Borsani. Si tratta di un progetto integrale in cui i singoli arredi rappresentano una sorta di repertorio funzionale.
  • La fondazione
    1953
    Sarà nel decennio postbellico che Osvaldo Borsani immaginerà il passaggio dalla grande tradizione artigiana al sistema industriale con la creazione di una nuova realtà produttiva, denominata Tecno. La nascita della Tecno ha origine da un difficile scontro tra Osvaldo Borsani e il padre, solido difensore della cultura artigianale. A Osvaldo, diplomato al liceo artistico di Brera e laureato in architettura al Politecnico di Milano, spetterà il compito di interpretare i mutamenti culturali e progettuali dell’abitare. Mentre il fratello Fulgenzio, formato in studi economici, sarebbe diventato l’attento amministratore dell’azienda e scrutatore di tutti i possibili orizzonti della gestione imprenditoriale dell’azienda.

    Nel 1953 la prima mossa di Borsani è di costituire una collezione con i pezzi da lui disegnati, dichiarando nel primo catalogo: “Il sistema di produzione Standard permette oggi che gli oggetti fabbricati riproducano con minuziosa fedeltà il modello ideato e realizzato da tecnici e da artisti. Inoltre ne consente la diffusione in modo che tutti possono fruire di prodotti che non solo rispondono a una determinata funzione ma, esteticamente controllati, posseggono anche il requisito della perfezione tecnica e della durata. [...]”.
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  • Il primo catalogo Tecno
    1953
    Il primo catalogo Tecno nel 1953, è una raccolta strategica, voluta da Borsani, di tutti quei pezzi da lui disegnati nei primi anni del dopoguerra, che egli ritiene come più rappresentativi del percorso industriale che vuole intraprendere. La collezione così costituita, esposta nelle pagine del catalogo attraverso una veste grafica accattivante, è accompagnata da un testo, vero e proprio manifesto d’intenti della nascente Tecno. Tra gli oggetti presentati spiccano la libreria L60, sostenuta da guide verticali a muro, dalla quale deriverà il sistema E22, la poltrona P30, lo scrittoio T45, la poltroncina P35 e il letto d’angolo L50.
  • La X Triennale
    1954
    La data della presentazione “ufficiale” dell’azienda è il 1954 con la presentazione della nuova collezione alla X Triennale di Milano. La X Triennale rappresenta, infatti, un momento cruciale in cui la neonata Tecno punta non solo all’esposizione dei prodotti, ma soprattutto a mostrare un “modo” di usare, di costruire e di promuovere elementi d’arredo e insieme uno stile di vita. L’operazione strategica è quella di essere presenti in maniera capillare all’interno della Mostra e ponendosi come prima organizzazione italiana, che aveva come obiettivo quello di contribuire alla soluzione del problema dell’arredamento, secondo lo schema della composizione degli ambienti con mobili prodotti in serie.

    Il divano-letto brevettato D70, disegnato da Osvaldo Borsani, viene presentato all’interno della Mostra del mobile singolo, mentre un vero e proprio padiglione è allestito nel parco della Triennale denominato Padiglione per esposizione di mobili in serie con una selezione di mobili e oggetti di produzione industrializzata e infine, la significativa fornitura di mobili Tecno per l’allestimento interno del padiglione statunitense rappresentato dalla cupola geodetica di Buckminster Fuller.
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  • La X Triennale
    Diploma d'onore
    1954
    In occasione della X Triennale di Milano del 1954, all’interno della “Mostra del mobile singolo”, fra i numerosi prodotti in mostra come i pezzi disegnati da Charles Eames per la Herman Miller, la poltrona Martingala di Zanuso per Arflex, o la sedia 683 di De Carli per Cassina, viene esposto anche il divano-letto D70 di Osvaldo Borsani per Tecno. Il Diploma d’Onore della X Triennale è assegnato proprio al divano D70 perché ritenuto perfettamente aderente alla richiesta dei curatori che chiedevano: “una produzione di mobili in serie, oggetti che presi come pezzi singoli e combinati nei più vari modi possibili, diano all’ambiente di una casa l’intimità, soddisfino i vincoli funzionali e le aspirazioni estetiche, consentano l’espressione dei più vari caratteri personali.”
  • Il pensiero progettuale
    di Osvaldo Borsani
    1954
    Il percorso dalla tradizione artigianale della ABV, alla produzione industriale della Tecno, accompagnato da una consapevole evoluzione del progetto in una visione contemporanea, è il filo rosso su cui Osvaldo Borsani costruisce la propria esperienza di designer e insieme imprenditore.

    Il binomio “idea originale” e “risposta al bisogno”, sono parti dello stesso discorso che Borsani imprenditore tratta con molto rispetto e consapevolezza, incrociandosi però con la sensibilità da progettista che sente il bisogno di ricercare un’idea innovativa delle forme d’uso e delle forme narrative dell’oggetto per la casa. Borsani prova a suggerire nuove dimensioni dell’abitare, diventando così uno dei personaggi che hanno gettato le basi nei primi anni cinquanta di quella via italiana del design che ha fatto scuola nel mondo. In questo quadro si comprendono meglio le diverse ricerche che incrociano segni ortogonali con morbide curve e raffinate smussature, materiali preziosi della tradizione artigianale integrati con complesse parti meccaniche. 
    Borsani immagina inoltre una strategia di progetto globale in cui “confluiscono e si armonizzano la figura del progettista, del costruttore, dell’art director e del distributore”, nella convinzione che “la collaborazione del designer non può essere estemporanea, deve, invece, essere stretta, assidua, duratura […]”.
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  • Il marchio Tecno
    1954
    Quando Osvaldo Borsani, nei primi anni cinquanta, concepì la fondazione di una nuova azienda dedicata alla produzione di serie di elementi d’arredo, aveva già ben presente la necessità di dare forza a questa idea anche attraverso una nuova comunicazione.
    Borsani rimane affascinato dal linguaggio comunicativo dell’azienda americana Herman Miller. La comunicazione semplice, immediata e dinamica, come quella degli Eames, diventano per Osvaldo Borsani concetti chiave con i quali comporre l’immagine del suo progetto Tecno. Nel 1954, in occasione della presentazione della Tecno alla X Triennale di Milano, compare il celebre marchio con la “T” maiuscola, ideatore di questo segno, dalla forte valenza iconica, è Roberto Mango. Con l’adozione della “T”, l’immagine Tecno trova la sua chiave di volta.
    Dal 1972, dopo il susseguirsi di collaboratori esterni come Enrico Ciuti, lo studio Unimark di Bob Noorda (1968-69), Salvatore Gregorietti e Giulio Confalonieri, sarà il neonato Centro Progetti Tecno a occuparsi, attraverso la sezione interna di communication design coordinata da Roberto Davoli, della gestione, insieme al gruppo marketing, della comunicazione aziendale.
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  • P40
    Osvaldo Borsani
    1956
    Dopo il successo del divano D70, Borsani lavora sull’idea del giunto meccanico per realizzare una poltrona con diversi movimenti in grado di corrispondere a diverse posizioni, soprattutto a uso relax. La P40 è divenuta il manifesto ideologico del programma Tecno voluto dai Borsani, ed è ancora oggi il pezzo più conosciuto e apprezzato presente nel catalogo Tecno, proposto sia per la casa, sia per raffinati ambienti di rappresentanza o di accoglienza.
  • P32
    Osvaldo Borsani
    1956
    La poltrona P32, disegnata da Osvaldo Borsani nel 1956, rispetto ai modelli innovativi proposti in quegli anni, presenta una particolare novità nella combinazione di movimenti della seduta. La P32 è, infatti, una poltrona girevole, con ritorno automatico e meccanismo basculante dello schienale. La caratteristica libertà nel movimento rotatorio la rendeva ai tempi, e la rende tutt’oggi, una seduta da riposo e conversazione, adatta sia per ambienti d’ufficio, che d’abitazione, così come più in generale per gli spazi dell’accoglienza.
  • L'inizio
    dei "grandi lavori"
    1956
    Una caratteristica del progetto Tecno, che si ricollega alle origini dell’atelier ABV, è la realizzazione, insieme al progetto del prodotto di serie, di alcuni progetti “speciali” o “su misura”, oggi classificati come “Tecno Engineering”. La differenza rispetto alla storia è che mentre prima i progetti “su misura” in genere riguardavano interni di piccole o medie dimensioni, per lo più domestici o di uffici dirigenziali, nel caso Tecno l’interesse si sposta via via verso edifici di grandi dimensioni, d’uso collettivo, con complessi problemi tecnologici, quali aeroporti, stazioni, ospedali e palazzi per uffici. 
    Nel 1957 è  con l’incontro con Enrico Mattei, che la Tecno, incaricata di allestire gli interni dei palazzi per uffici dell’Eni,  ha la possibilità di apportare delle notevoli innovazioni nel nascente campo progettuale degli uffici.
    L’esperienza progettuale e produttiva con Enrico Mattei e l’ENI è per la Tecno un trampolino di lancio fondamentale per affrontare altri progetti speciali: “grandi lavori” dove mettere al servizio del cliente quella particolare combinazione di design tecnologico, tipologico e formale che insieme alla radicata “qualità del fare” sarà una costante del progetto Tecno.
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  • Tecno vende Tecno
    1956
    Uno degli assi portanti del progetto Tecno è stato senza dubbio il sistema commerciale basato sui prestigiosi punti vendita monomarca, secondo quella formula, “solo Tecno vende Tecno”, posta da Osvaldo Borsani come baluardo a difesa dalle critiche del padre Gaetano sul nascere dell’operazione Tecno. Questa scelta assai coraggiosa si lega, negli anni cinquanta e sessanta, a una visione unitaria e coerente del rapporto diretto dell’azienda con i suoi clienti. 
    Uno slogan che portò per alcuni decenni la Tecno ad aprire i propri showroom nelle principali città d’Europa. La prima sede ufficiale è del 1956 a Milano, in via Montenapoleone. Si tratta di un intero edificio ristrutturato, con una nuova facciata, progettato da Osvaldo Borsani con Eugenio Gerli, che riscosse notevole ammirazione diventando un vero riferimento rispetto all’idea di showroom di alto design.

    Dopo Milano ci furono Roma e Parigi, poi seguirono Amsterdam, Atene, Barcellona, Bologna, Bruxelles, Buenos Aires, Catania, Düsseldorf, Firenze, Ginevra, Genova, Londra, Madrid, Melbourne, Monaco, Napoli, San Sebastian, Torino, Valencia, Vienna.
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  • Nuove forme
    1960
    Tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta, uno dei più forti segnali di trasformazione che stava vivendo la società italiana con l’inizio del cosiddetto boom economico, era sicuramente l’enorme sviluppo del settore terziario e quindi del mondo degli uffici, che i Borsani mettono subito al centro della loro attenzione. In questa fase l’assunto per la Tecno sarà quello che l’abitare moderno avrebbe sempre più fatto coincidere il mondo domestico con la dinamicità del mondo del lavoro terziario, per cui occorreva progettare elementi d’arredo tipologicamente, esteticamente e tecnologicamente in grado di trasferirsi agevolmente dall’uno all’altro spazio senza soluzione di continuità. È una fase di grande sviluppo per la Tecno sia industrialmente, sia in termini commerciali.
  • Comunicazione:
    il nuovo linguaggio
    1968
    Le dinamiche sociali e culturali della metà degli anni sessanta riaccendono l’interesse della Tecno verso nuovi contributi progettuali e sarà dato così il via a una nuova fase di espansione creativa in grado di portare una rinnovata linfa nella collezione Tecno. Sono di questo periodo i contributi, eccellenti e innovativi di Mario Bellini, Eduardo Vittoria, Robin Day, Albert Leclerc, Gio Ponti, Vittorio Borachia e Carlo Santi. 
    Queste scelte, insieme a molte altre in questo periodo, preannunciano un grande cambiamento che vede la Tecno attenta a non rimanere legata solo al modello degli uffici direzionali, ma di dare una risposta adeguata al mondo sempre più esteso del cosiddetto terziario evoluto degli anni settanta.
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  • Graphis
    "il grande numero"
    1968
    Osvaldo Borsani, Eugenio Gerli
    Graphis
    Sistema per ufficio
    Progetto 1967
    Produzione 1968
    E’ del 1968 la nascita del sistema Graphis, prodotto che sembra uscito da un’opera d’arte programmata: due angolari di lamiera che sorreggono il piano di lavoro, il tutto di un colore assolutamente inedito nel mondo dell’ufficio: il bianco. Il sistema Graphis viene presentato nel 1968 alla XIV Triennale di Milano, che ha per titolo “Il grande numero”. La forma assoluta ed elementare di questo sistema offre una lettura coraggiosa, per non dire radicale, dello spirito dei tempi. Con questo prodotto “maturo” dal punto di vista seriale, la Tecno sancisce il suo definitivo passaggio verso la produzione industriale. 
    Il sistema Graphis si realizza con la combinazione di tre elementi base: una “L” portante in lamiera smaltata bianca, una cassettiera e un piano in laminato plastico. Con il passare degli anni al sistema Graphis sono stati aggregati diversi elementi: contenitori, raccordi, tavoli riunione, schermi, tavoli per sistemi audio-video. Per rispondere alle sempre più complesse esigenze di cablaggio delle diverse macchine elettroniche utilizzate nell’ufficio, nel 1993, Valeria Borsani con il Centro Progetti studia la serie Graphis 5. Nel 2005 il sistema, che è ancora uno dei prodotti di punta della Tecno, viene ulteriormente aggiornato proponendo, oltre alla rilettura di alcuni dettagli, una nuova ampia gamma di colori e materiali.
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  • Il Centro Progetti
    Tecno
    1970
    Dal 1970 il lavoro di industrial and communication design viene riorganizzato con la costituzione del Centro Progetti Tecno (CPT), che vede sempre Osvaldo Borsani come figura di riferimento, ma di fatto è coordinato dall’architetto Marco Fantoni, a cui si affiancano con diversi ruoli, i collaboratori principali della Tecno. 
    La nascita del CPT confermava la decisione all’interno dell’azienda che da quel momento tutti i progetti sarebbero stati presentati come risultati di un lavoro di gruppo, definendo un’unità progettuale e comunicativa dalla forte identità.
    Questa stagione degli anni settanta e ottanta è piena di occasioni di grande successo: dal modello di seduta Modus (Premio SMAU 1973), al Compasso d’oro del 1984 per il sistema coordinato di allestimenti per le Agenzie Alitalia nel mondo, dal sistema di sedute per spazi pubblici WS alla collaborazione con molti architetti e designers di fama internazionale.
    Gli sviluppi industriali di questo periodo coincidono anche con l’apertura di una nuova, più grande sede produttiva a Varedo, che diventa pure la nuova sede amministrativa, dove si trasferisce la sede legale che sino allora era sempre stata a Milano.
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  • Modus
    Centro Progetti Tecno
    1972
    La seduta Modus nasce nel 1972, dal Centro Progetti Tecno, dalla necessità di dare alla serie per uffici Graphis, una sedia che potesse risolvere i molti problemi posti di volta in volta dall’uso molteplice di questi stessi arredi. Ben presto l’obiettivo della ricerca sul modello Modus è stato quello di ottenere una vera e propria sequenza e non solo una sedia specifica, cioè un’unione programmata di varie componenti che si combinano a formare differenti soluzioni per differenti tipologie di ambienti.
  • WS - Waiting System
    Centro Progetti Tecno
    1983
    Waiting System è un sistema di sedili su un’unica barra studiato per risolvere il tema della seduta in spazi vissuti e usati da molte persone (aeroporti, parchi, hall, metropolitane, stazioni ferroviarie), che necessitano di specifici criteri di robustezza, igienicità, pulizia e comfort. La seduta del sistema WS è composta da moduli di 60 cm in rete di acciaio armonico, decapato, fosfato e verniciato a polveri epossidiche in colore bianco e nero, che appoggia su un basamento in serizzo, con la possibilità di inserire tavoli d’appoggio in lastre di serizzo dello spessore di 3 cm.
  • Compasso d'Oro
    1984
    Immagine coordinata delle Agenzie Alitalia nel mondo
    Angelo Cortesi /G.I.P., Marco Fantoni, Gianfranco Facchetti, Umberto Orsoni /G1

    Nel 1982 l’Alitalia invita alcune qualificate aziende italiane a concorrere con un progetto d’idee per rinnovare l’immagine e gli spazi delle proprie agenzie nel mondo. La Tecno, che insieme allo Studio Cortesi e allo Studio G14, viene prescelta per la realizzazione della nuova agenzia di Londra, in Piccadilly. Nel progetto Tecno, studiati caratteri formali, funzionali e tecnologici concorrono a definire il design degli “oggetti” che arredano gli ambienti omogenei delle varie agenzie nel mondo, aiutando a promuoverne e pubblicizzarne i servizi, seguendo un concetto base di flessibilità e omogeneità di linguaggio del progetto coordinato. L’intero progetto viene premiato con il Compasso d’Oro alla XIII edizione del 1984.
  • Nomos
    Norman Foster
    1986
    Norman Foster
    Nomos
    Sistema per uffici
    Progetto1984
    Produzione1986
    Negli anni ottanta l’azienda, decide di riattivare delle specifiche e importanti collaborazioni con progettisti esterni. A questa fase corrisponde la fondamentale esperienza costruita con Norman Foster sul nuovo sistema per uffici Nomos, che sarà destinato a diventare una nuova icona dell’immagine Tecno nel mondo, e ha rappresentato per più di un decennio un simbolo dell’estetica high-tech a livello internazionale.
    Si racconta che il sistema Nomos nasce nel 1983 durante una visita allo studio di Foster, notando nello studio la presenza di un tipo di tavoli mai visti, realizzati in strutture tubolari. Durante quell’incontro Marco Fantoni propone immediatamente a Foster di realizzare industrialmente quel sistema di elementi dalla Tecno. Così parte il progetto, che durò circa due anni, per trasformare il disegno ancora schematico dei tavoli di Foster in un complesso e articolato sistema per uffici prodotto industrialmente. 
    La filosofia progettuale di questo sistema si basa su tre principi: dal punto di vista tipologico il fatto di riconoscere che le relazioni spaziali possibili fra la superficie di un piano d’appoggio e quella del suolo può generare tutte le possibili tipologie d’uso; dal punto di vista morfologico il fatto di intendere la struttura semplicemente come uno scheletro che tiene insieme un organismo di elementi mobili e diversamente combinabili; dal punto di vista tecnologico il fatto di ritenere necessario offrire un sistema di elementi per costruire a secco un’ampia gamma di composizioni smontabili e modificabili.
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  • Compasso d'Oro
    Nomos
    1987
    Nato dalla collaborazione tra Norman Foster + Partners e l’esperienza tecnologica di Tecno, Nomos è disegnato per ottenere una flessibilità pressoché infinita di soluzioni per gli spazi di lavoro, esaltando la resa estetica dell’ambiente. Versatile ed estremamente resistente, il sistema Nomos è considerato pioniere di quasi tutti i sistemi a struttura condivisa e icona riconosciuta dell’industrial design e viene premiato con il Compasso d’Oro nel 1987.
  • Ianus
    Luca Scacchetti
    1988
    Nata dal disegno di Luca Scacchetti per Tecno, Ianus si presenta come una collezione per l’arredo dell’ufficio direzionale composta da scrivanie, cassettiere, tavoli e contenitori, ricca e ricercata nel dettaglio, esaltata dal design classico e dall’uso del legno massello lavorato artigianalmente. La serie permette di trovare al suo interno sia soluzioni per il posto individuale, con basi aperte o pannellate, sia numerose proposte per il meeting, a partire dalle piccole riunioni fino alle grandi sale di rappresentanza. Tutte le soluzioni, spesso personalizzate in misura e finitura su indicazione del progettista, sono contraddistinte dal caratteristico bordo in massello sagomato.
  • Compasso d'Oro
    1988
    Tecno Spa vince nel 1988 il premio Compasso d’Oro per il contributo alla qualità dell’architettura.
  • Il ritorno all'arte
    1991
    Il rapporto stretto e continuo con gli artisti è sempre stato un carattere distintivo della storia dell’azienda. Già sul nascere dell’ABV si ricordano le collaborazioni di alcuni artisti futuristi, ma sarà soprattutto alla metà degli anni trenta, con l’incontro tra Osvaldo Borsani e l’artista Lucio Fontana, che si crea un sodalizio dalle molte opportunità creative ed esplorative nel rapporto tra arte e progetto degli elementi d’arredo e degli interni. 

    Per celebrare degnamente questa lunga e appassionante storia di scambi culturali interni al percorso della Tecno, nel 1991, Valeria Borsani propone di realizzare una collezione di oggetti rappresentativi di questo percorso rendendo omaggio alla figura di Osvaldo Borsani, scomparso pochi anni prima, nel 1985. Nasce così, la raccolta “Collezione ABV”, che coinvolge nove artisti quali: Agenore Fabbri e Arnaldo Pomodoro, Getulio Alviani, Carlo Mo, Man Ray, Luigi Veronesi, Jeffrey Steele e François con Frédéric Morellet.
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  • Compasso d'Oro
    1991
    Nel disegnare questa collezione di poltrone e poltroncine per l’ufficio, Emilio Ambasz per Tecno, cerca di sintetizzare due concetti opposti che lo stesso progettista definisce “familiarità” ed “eccezionalità”. Il design delle sedute della serie Qualis è caratterizzato dal rivestimento della scocca, di taglio “sartoriale” e dal meccanismo di articolazione dello schienale, brevettato appositamente per essere meglio integrato nel design della poltrona. Il successo di questo prodotto viene premiato con il Compasso d’Oro nel 1991.
  • Parlamento Europeo
    1992
    Nel 1992 Tecno vince la gara per la realizzazione della nuova sala dell’emiciclo nella sede di Bruxelles del Parlamento Europeo. Il progetto prevede la produzione di 750 postazioni per i delegati parlamentari e il palco della presidenza, tutto disegnato su misura. Sulla base del progetto architettonico di Michel Bourquillon, Jean van Pottelsberghe de la Potterie e Guy Maes, Tecno ha sviluppato il progetto tecnico e ha prodotto tutti gli elementi d’arredo, anche per le sedute della sala e le postazioni dei giornalisti.
  • European Community
    Design Prize
    1998
    Tecno spa vince nel 1998 il premio European Community Design Prize per il contributo alla qualità dell’architettura.
  • Aeroporto Schipol
    2001
    L’aeroporto di Schiphol, ad Amsterdam, è il più grande aeroporto olandese e uno dei principali d’Europa: nel 2009 è risultato il quattordicesimo al mondo per numero di passeggeri. Nel corso della continua evoluzione dei diversi terminal, nel 2001 per le aree di attesa viene adottato il sistema di sedute RS Tecno (circa 20.000 posti a sedere), che in seguito sarà utilizzato anche per le fermate della navetta di collegamento tra i terminal.
  • British Museum
    2003
    Con il trasferimento della British Library, nel marzo 1998, lo studio Foster + Partners ha avuto la possibilità di ricreare il cortile del museo, il cuore dell’edificio, da cui si accede a tutte le sezioni. La più importante scelta progettuale è stata quella di coprire la Great Court, che con l’aggiunta del tetto di vetro ondulato che riveste un’area di 6100 mq, è diventata la più grande corte coperta d’Europa. In questo quadro la Tecno è stata incaricata di realizzare tutti i nuovi arredi disegnati appositamente da Foster + Partners, in virtù di quella capacità dell’azienda di adattare i propri prodotti alle necessità di progetto, garantendo sempre un elevato standard qualitativo.
  • Torre Agbar
    2005
    Nel 2004 Tecno, in lizza con altri due concorrenti di grande prestigio internazionale, si aggiudica, con un progetto completamente su misura, la commessa per la realizzazione di tutte le armadiature interne di Torre Agbar di Jean Nouvel. Nell’ambito di una strategia orientata a soddisfare un progetto completo più che offrire singoli prodotti, Tecno ha studiato e realizzato tutte le armadiature interne su misura. 35 piani, 142 metri di altezza, un cuore di calcestruzzo, un rivestimento in acciaio e vetro e 4.000 finestre disposte irregolarmente su tutta la superficie esterna.
  • Asymmetrical
    Piero Lissoni
    2006
    Piero Lissoni per Tecno da forma al sistema Asymmetrical, basato su un’idea più contemporanea della tecnica, celata in forme pure, minimali, tenute in un equilibrio preciso e rarefatto. Il sistema Asymmetrical è costituito da grandi tavoli da riunione modulari, in cui le sagome asimmetriche dei piani si sposano al rigore geometrico e alla pulizia formale dei solidi di supporto, con rimandi alla pittura moderna e alle recenti esperienze nel campo architettonico. Con questi elementi si compongono ampie postazioni di lavoro, che diventano piani meeting e scrivanie, in cui tutto è a portata di mano.
  • beta
    Pierandrei Associati
    2009
    Il sistema beta nasce da una ricerca sull’ambiente di lavoro orientata al futuro portata avanti dallo studio Pierandrei Associati con il supporto delle competenze tecnologiche di Tecno. 

    Beta
    è concepito come un sistema operativo specificatamente pensato per rispondere alle differenti necessità che gli spazi di lavoro contemporanei richiedono. Una maggiore attenzione alla condivisione delle esperienze o il sovrapporsi di stili di lavoro diversi sono parte di questi cambiamenti, che portano alla necessità di pensare a un sistema ufficio dal carattere adattivo ed evolutivo. beta più che un semplice sistema è quindi un vero e proprio ambiente con una logica di crescita non lineare che genera gli spazi, non si limita a riempirli con oggetti.

    Le configurazioni di beta nascono dalla combinazione di tre componenti: backbones (contenitori), scrivanie e accessori. Con il numero degli elementi crescono anche le possibilità di configurazione del sistema, dai layout più intensivi a quelli più evolutivi. La versione evolutiva di beta gestisce la postazione di lavoro in modo diverso, fondendo aree di lavoro formali e informali e ottimizzando l’uso dello spazio, mentre l’impiego di scrivanie beta “free standing ” consente un maggior grado di densità in ufficio. 

    Beta
    è un prodotto riciclabile in quanto ogni sua parte è realizzata in un unico materiale ed è facilmente sostituibile.

    Beta unopuntozero
    è stato premiato con il Red Dot Design Award 2010, Essen.
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  • La sede Milanese
    2008
    Ex Caselli daziari di Porta Garibaldi
    Piazza XXV Aprile – Milano

    Nel 2008 dopo un lungo intervento di restauro e riqualificazione funzionale, Tecno inaugura la nuova sede milanese nei caselli daziari di Porta Garibaldi (1826), in Piazza XXV Aprile. Gli ex caselli daziari si collocano sull’asse di Corso Garibaldi, che collega il quartiere di Brera alla Stazione Garibaldi, l’area negli ultimi anni ha subito una radicale trasformazione a seguito del progetto urbanistico di Porta Nuova, che insieme alla costruzione di nuovi grattacieli e a un riassetto urbanistico dell’area, si pone come nuovo polo di attrazione per il mondo della moda e del design a Milano.

    Il recupero del progetto originario ha permesso di restituire alla città gli edifici com’erano nel progetto ottocentesco ma riqualificati negli spazi e nelle dotazioni tecnologiche. I due Caselli ospitano al loro interno, distribuiti su tre piani, un susseguirsi di arredi, in uno spazio continuo allestito secondo i criteri di flessibilità, rigore ed eleganza che permeano l’intera proposta Tecno. Dalla postazione di lavoro operativa al raffinato ufficio del direttore, tutti i principali prodotti Tecno sono combinati a formare differenti tipologie d’ambiente.

    L’obiettivo a lungo termine di Tecno è fare dei Caselli un polo attivo all’interno del mondo del design, attraverso una serie d’iniziative che ne faranno la Porta Polifunzionale del Progetto.
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  • Nuovo Headquarters
    2010
    Inaugurata nel 2010, la nuova sede operativa Tecno di Mariano Comense, è parte del processo di rinnovamento che ha coinvolto l’intera azienda negli ultimi anni. Punto forte della nuova strategia è stato riconsiderare quei principi fondati su ricerca, artigianalità, qualità e attenzione al cliente, che avevano decretato l’eccellenza della Tecno in passato.

    È su questi valori, su quella “eleganza discreta della tecnica”, che oggi l'azienda deve essere rilanciata attraverso una rinnovata presenza internazionale, una particolare attenzione sia ai prodotti storici che contemporanei, anche attraverso la valorizzazione del Centro Progetti Tecno e di Tecno Engineering. Il quartier generale di Mariano Comense ospita in 14.000 m2 il reparto R&S  le lavorazioni artigianali di falegnameria, la logistica, gli uffici commerciali ed amministrativi dell’azienda. Parti in acciaio, componenti meccaniche e altre lavorazioni speciali sono state delocalizzate in società partecipate esterne per snellire i processi di lavorazione interni. 

    Il nuovo Headquarter permette ai clienti di condividere lo sviluppo dei prodotti e la filosofia aziendale da vicino, in un ambiente che prova nuovo processo di crescita.
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  • Tecno Engineering
    2010
    All’interno del processo di rinnovamento degli ultimi anni di Tecno, una consapevolezza chiara è stata quella di tornare a essere un’azienda di progetto. La grande esperienza di Tecno sviluppata nel campo dei Grandi Lavori, aveva fatto, in passato, dell’azienda uno dei principali punti di forza e di prestigio.

    Con questa capacità di proporre, accanto alla propria offerta a catalogo, dei prodotti sviluppati sulla base delle specifiche necessità dei singoli clienti o dei progettisti esterni, nasce Tecno Engineering, che raccoglie al suo interno tecnici, progettisti, specialisti in grado di risolvere le più evolute esigenze dell’arredamento dei grandi spazi (grandi uffici, aeroporti, auditorium, ecc.).

    Dalla risposta a una specifica domanda tecnica, dal suo studio alla sua risoluzione, Tecno Engineering è stata in grado negli ultimi anni di supportare Tecno nell’acquisizione di commesse di ampia complessità e valore internazionale.
  • Good Design Award
    2010
    Il sistema beta unopuntozero nasce da una ricerca sull’ambiente di lavoro orientata al futuro portata avanti dallo studio Pierandrei Associati che con il supporto delle competenze tecnologiche di Tecno, realizzano un sistema ufficio dal carattere adattivo ed evolutivo. beta più che un semplice sistema è quindi un vero e proprio ambiente con una logica di crescita non lineare che genera gli spazi, non si limita a riempirli. Per questo motivo nel 2010 il progetto vince il Good Design Award.
  • Red Dot Design Award
    2010
    Nel 2010 Il sistema beta unopuntozero vince il RED DOT Design Award. Il progetto nasce da una ricerca sull’ambiente di lavoro orientata al futuro portata avanti dallo studio Pierandrei Associati che con il supporto delle competenze tecnologiche di Tecno, realizzano un sistema ufficio dal carattere adattivo ed evolutivo. beta più che un semplice sistema è quindi un vero e proprio ambiente con una logica di crescita non lineare che genera gli spazi, non si limita a riempirli.
  • Pons D011
    Rodolfo Dordoni
    2010
    Il sistema di divani e tavolini PONS disegnato da Rodolfo Dordoni per Tecno, nasce per arredare aree di attesa, lounge room e ambienti direzionali, ma è adatto anche agli ambienti domestici. Il sistema PONS D011 è caratterizzato da: modularità, facile assemblaggio dei componenti ed estrema flessibilità, tutto ciò unito ad un elevato comfort ottenuto grazie alle imbottiture a densità differenziata.
  • Triennale di Milano
    2011
    “L’eleganza discreta della tecnica”
    Mostra a cura di Pierlugi Cerri
    Concept e allestimento Studio Cerri & Associati
    Racconto per immagini a cura di Giampiero Bosoni.
    Volume Skira Editiore

    Durante il Salone del Mobile 2011, in occasione dei quasi sessanta anni di storia di Tecno, al palazzo della Triennale di Milano, si è tenuta la mostra “TECNO. L’eleganza discreta della tecnica”, con la presentazione del libro dedicato alla storia dell’azienda e dal comune titolo con la mostra.

    L’allestimento, ideato da Pierluigi Cerri, concentra l’attenzione su tre pezzi icona della Tecno, messi in scena attraverso una sorta di quinta teatrale, ora agganciati sulle pareti, ora esplosi in tutte le loro componenti o semplicemente mostrati per il loro reale utilizzo, vengono esaltati nella loro ricchezza e complessità tecnica dal contrasto con il legno grezzo delle pareti oblique che compongono la struttura.

    I tre progetti scelti, che hanno di fatto segnato l’evoluzione dell’azienda e del design italiano sono: la celebre poltrona P40 di Osvaldo Borsani, 1955; Il geniale tavolo Nomos di Norman Forster, 1986; l’eclettica sedia ufficio Modus, realizzata nel 1972 dal Centro Progetti Tecno. Ogni progetto è un concentrato di tecnologia e forza immaginativa. L’iconica “T” del marchio TECNO, è il segno grafico ricorrente in tutta l’esposizione. Su un grande schermo che si sviluppa in lunghezza come un nastro trasportatore, si susseguono le immagini che hanno segnato lo sviluppo industriale e progettuale di Tecno.
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  • L'eleganza discreta
    della tecnica
    2011
    Giampiero Bosoni
    “Tecno. L’eleganza discreta della tecnica”
    Edizione Skira

    Presentato in contemporanea con la mostra omonima alla Triennale di Milano nel 2011, il libro Tecno. L’eleganza discreta della tecnica, di Giampiero Bosoni, racconta del percorso progettuale, produttivo e culturale che ha visto la Tecno per quasi sessant’anni uno degli assi portanti della cultura del design italiano, attraverso l’evoluzione di un nuovo linguaggio fatto di eleganza e innovazione tecnologica. Più di 300 immagini, molte inedite dall’archivio Borsani-Tecno, accompagnate dai testi di Giampiero Bosoni, ripercorrono l’esperienza fatta di “cultura del fare”, inventiva e pensiero illuminato, vissuta dai fratelli Osvaldo e Fulgenzio Borsani, rispettivamente progettista e amministratore dell’azienda fondata nel 1953. 

    Il libro parte dalle origini dell’azienda rintracciabili nella qualità del fare, tra arte, artigianato e tecnica, dell’Atelier Borsani, fondato negli anni venti da Gaetano Borsani, successivamente ABV (Arredamenti Borsani Varedo). L’excursus storico del libro prosegue dalla prima fase eroica degli anni cinquanta con i primi progetti iconici come il D70 e la P40, fino ai primi settanta con i progetti programmatici e di grandissimo successo produttivo come il sistema per uffici Graphis o le sedute Modus. Durante questi anni si affiancano ai progetti di Osvaldo Borsani, altri importanti architetti-designer quali Carlo De Carli, Vico Magistretti, Roberto Mango, Gio Ponti, Mario Bellini, Albert Leclerc ed Eugenio Gerli. A questa prima gloriosa generazione sono seguite negli anni ottanta e novanta le collaborazioni di prestigiosi architetti quali Norman Foster, con il celebre sistema Nomos, Ricardo Bofill, Jean-Michel Wilmotte, Emilio Ambasz, Gae Aulenti e designer fra i quali Giorgetto Giugiaro, Justus Kolberg, Piero Lissoni e Giancarlo Piretti.

    Ma la storia Tecno rappresenta anche un capitolo significativo dell’architettura d’interni con numerosi progetti su misura firmati da alcuni dei più noti architetti internazionali, ben raccontati negli ultimi capitoli del libro.Il volume si conclude con un affaccio al nuovo millennio con i nuovi sistemi per uffici come beta di Pierandrei Associati, sottolineando come dal 1953 ad oggi Tecno ha rappresentato un mondo di idee, progetti e persone che hanno fatto e continuano a fare design, fra cultura e tecnologia.
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  • Le riedizioni
    2011
    Tecno possiede un "portafoglio prodotti" storico e indiscutibile di grandissima rilevanza, ed è per questo motivo che nel complesso processo di rinnovamento un ruolo molto importante è stato dato, oltre che alla proposta di nuovi progetti, alla rivisitazione dei prodotti storici, punti di forza della tradizione Tecno. Prodotti di qualità che potranno essere collocati sia in ambito domestico che negli spazi di lavoro in modo molto equilibrato.  

    Il “ritorno alle origini” è stato valorizzato attraverso una serie di vere e proprie riedizioni, proponendo nuove finiture come nel caso della poltrona P32 (’56) e dei tavoli direzionali T69 e T 102 (’63) nel 2011, o del tavolo-scrittoio T90 (’54) nel 2012, tutti disegnati da Borsani. Del 2013 sono invece altre due riedizioni: l’appendiabito AT16 (’63) classico di Osvaldo Borsani e l’edizione speciale del tavolo Nomos di Foster + Partners, in occasione del trentesimo anniversario. 
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  • Plau
    Gabriele e Oscar
    Buratti
    2012
    Nata dal design di Gabriele e Oscar Buratti, la poltrona Plau, è una visione essenziale dell’“oggetto poltroncina”. L’idea prende forma da un unico foglio piano e imbottito, tagliato e poi piegato per formare il pozzetto della seduta. La geometria, avvolgente e comoda, è frutto di un’attenta ricerca sull’equilibrio fra linee ortogonali e segni morbidi. Ne scaturisce un pezzo elegante e tecnico, di forte impatto visivo, in linea con la filosofia produttiva e progettuale della Tecno.
  • Archipelago
    Monica Förster
    2012
    Archipelago D502 è un sistema di sedute imbottite disegnato da Monica Förster Design Studio per Tecno. La composizione di un paesaggio di piccole isole ora accostate o “agganciate” in piccoli gruppi ora distanti tra loro, fa di questo sistema un prodotto dalle molteplici combinazioni, capace di rispondere alle necessità dei diversi ambienti: domestico, ufficio e lounge.
  • Orgatec Fair
    2012
    Dopo dieci anni di assenza Tecno torna a esporre a Colonia per Orgatec 2012, il Salone Internazionale per la Progettazione, l'Arredamento e la Gestione dell'Ambiente di Lavoro.

    Un’occasione di visibilità mondiale alla quale Tecno si presenta con un grande allestimento progettato da Piero Lissoni, e tre nuovi prodotti: beta free standing, Archipelago D502 e Partition WL. Le tre nuove proposte dedicate allo spazio di lavoro portano un chiaro messaggio di rinnovamento progettuale basato su tre principi chiave: identità, innovazione e sostenibilità.

    In tutto l’allestimento si alternano novità e pezzi storici diventati icone dell’arredo per ufficio, in un’atmosfera garbata, presentata in uno spazio neutro, senza colori, o quasi in cui il visitatore incontra isole dedicate non più alla pura professione ma al lavoro nel senso più ampio e ai ritmi che impone. Sale da riunione, sale executive e spazi operativi, sono organizzati in maniera orizzontale e volutamente non gerarchica. 
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  • WL Partition
    Centro Progetti Tecno
    2012
    Partition WL è la risposta di Tecno nell’ambito delle pareti divisorie e attrezzate, che propone un’intera linea di soluzioni diversificate per il progetto d’interni. Sulla base della lunga esperienza nel settore delle interpareti di Tecno, Partition WL, va oltre il concetto di prodotto, e diventa strumento di progetto, interpretando di volta in volta gli ambienti all’interno dei quali si svolgono differenti tipologie di lavoro, migliorandone la qualità e l’immagine.
  • SNCF - RS2
    2012
  • Doha
    International Airport
    Qatar
    2012-2013
    Nell’ambito dei Grandi Lavori, una prestigiosa commissione internazionale è stata vinta nel 2012 da Tecno per l’installazione di centinaia di postazioni di lavoro all’interno del nuovissimo Doha International Airport nel Qatar, su progetto dello studio HOK. Nel dettaglio il progetto richiedeva la produzione, la fornitura e l’installazione di postazioni personalizzate del sistema Beta per lunghe workstations operative, e di alcuni singoli elementi destinati agli uffici e alle aree d’informazione per i passeggeri.

    Inoltre per l’allestimento di diverse sale meeting sono stati richiesti alcuni tavoli della serie executive di Nomos, oltre invece a una selezione di tavoli realizzati da Tecno ad hoc per questo progetto. Numerose le aree lounge allestite con il sistema di sedute Pons  disegnato da Rodolfo Dordoni per Tecno nel 2011.
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  • Ufficio da abitare
    Jean Nouvel
    2013
    Salone Ufficio
    Padiglione 24 Fiera Milano, Rho
    9/14 aprile 2013

     “Dalla pianta libera al razionalismo umano” un nuovo sistema di divisione dello spazio ufficio.

    “È necessario cambiare i comportamenti, progettare e pensare il lavoro in modo alternativo: un ufficio, dovunque si trovi, deve essere uno spazio a se stante, identificabile, trasformabile, carico di umanità, pieno di storia e di oggetti, un luogo semplicemente piacevole”, questo il messaggio di Jean Nouvel espresso con il progetto allestito durante la settimana del design di Milano nel 2013. 

    All’interno del progetto globale pensato dall’architetto, Tecno sviluppa insieme a lui un nuovo sistema di divisione dello spazio ufficio. La proposta è quella di un sistema di pareti divisorie adattabile al contesto della pianta libera degli spazi ufficio in architetture high-tech. L’obiettivo è ricreare possibilità di trasformazione e adattamento dello spazio rimanendo attraverso un approccio razionale.

    La pianta, apparentemente statica e ripetitiva è in realtà libera: le pareti sono mobili e smontabili: ciascuno può riconfigurarle per riappropriarsi del suo ufficio; modificare le pareti, aprirsi sull’ufficio del vicino, sul corridoio o al contrario isolarsi. L’atmosfera è calda e di lusso: finiture di legno pregiato e cromo e componenti tecnici di grande valore come tavoli telescopici, ripiani agganciabili alla parete in vetro, tablet agganciati per organizzare il proprio universo, personale e professionale.
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  • Salone del Mobile
    Fiera di Milano
    2013
    Caselli di Porta Garibaldi: La stanza del presidente In occasione del 52° salone internazionale del mobile Tecno si è presentata al suo pubblico con un allestimento-manifesto che indaga il rapporto tra l'uomo e il suo spazio di lavoro. Nell'allestimento studiato ad hoc per lo spazio suggestivo dello showroom negli ex caselli daziari di piazza XXV aprile a Milano, i luoghi di lavoro di personalità ai vertici del potere decisionale: il presidente di banca, di una squadra di calcio, il capo di stato, il presidente della major cinematografica, il leader di una nota azienda di moda e molti altri, che diventano protagonisti insieme ai loro arredi di una giornata tipica di lavoro in ufficio. 

    Negli spazi allestiti a cura di Rodolfo Dordoni, veri e propri ritratti ipotetici vanno a delineare ambienti funzionali alle necessità di chi li vive, lavorandoci. L'eleganza discreta della tecnica che identifica Tecno viene declinata qui per soddisfare le diverse esigenze che ogni personalità si trova a gestire. Ciascun bisogno trova la sua corrispondente risposta, in virtù di una cura progettuale che realizza ed esalta i tratti distintivi di Tecno: reversibilità e duttilità armonizzate a eleganza e discrezione. 

    In contemporanea con la presentazione dello showroom milanese, Tecno porta le novità per l’ufficio con l’allestimento curato da Piero Lissoni nello spazio della Fiera Milano a Rho. Seguendo la medesima filosofia dello showroom, lo spazio riproduce una serie di ambienti di lavoro come isole, dedicate a chi il lavoro lo svolge e lo vive, in continuo aggiornamento con i nuovi ritmi che l’evoluzione impone. Strutture versatili e personalizzabili all’infinito, in una dinamica volutamente non gerarchica, ma pratica e orizzontale, per far fronte a ogni esigenza, in una sintesi contemporanea di un mondo ragionato.

    In questa occasione le novità presentate da Tecno sono: Vara, la nuova scrivania disegnata da Luca Scacchetti e il tavolo Nomos Special Edition di Norman Foster + Partners. Vara è una scrivania direzionale giocata sull’equilibrio dei volumi e delle linee, una composizione di pieni e di vuoti che sembrano far fluttuare il piano di lavoro e il volume della cassettiera, grazie a una leggera struttura fatta di profili a “elle” in alluminio. Mentre i trent’anni di collaborazione tra lo studio Foster + Partners e Tecno sono celebrati con una speciale riedizione del tavolo Nomos, icona del design industriale, con nuove finiture per la struttura (nichel nero lucido) e per i piani (marmo nero marquinia, cemento e legno noce massello).
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  • Vara T503
    Luca Scacchetti
    2013
    Dall’ultima collaborazione con Luca Scacchetti prende forma la serie di scrivanie, tavoli meeting e mobili contenitori Vara, un nome che si rifà all’antichità classica e all’uso del cavalletto da falegname come archetipo dell’idea di sostegno nella sua essenzialità estetica e funzionale. Un gioco di volumi in equilibrio in cui il piano sembra sospeso nel vuoto. Un rigoroso progetto di leggerezza che realizza una sintesi suggestiva di forma e funzione.
  • W80 Partition
    2014
    L'attenzione a un'evoluzione tecnologica capace di rispondere alle esigenze della contemporaneità nel modo più efficiente sul piano delle prestazioni e più convincente sotto il profilo estetico-formale rappresenta una peculiarità distintiva nella storia di Tecno.

    Una nuova, importante tappa di questo percorso, relativa in particolare agli ambienti dedicati al 'work', è oggi costituita dalla parete divisoria W80. Realizzata dal Centro Progetti Tecno in collaborazione con l’architetto Daniele Del Missier ed Elliot Engineering & Consulting, dalla lunga esperienza nella progettazione dello spazio-ufficio, W80 si inserisce nella ricerca attivata da Tecno sull'evoluzione di questo specifico prodotto, che nasce negli anni '60 con la interparete E22 per poi svilupparsi negli anni '80 grazie all'introduzione del vetro con le pareti WB e WG, presto diventate leader di settore.
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  • Orgatec Fair
    2014
    Tecno partecipa a Colonia ad Orgatec 2014, Modern Office & Facility, presentando tre nuove proposte incentrate su alcuni concetti chiave quali versatilità, flessibilità, divisione, aggregazione e si pone come obiettivo l’efficace risoluzione delle attuali problematiche legate all’evoluzione degli ambienti di lavoro.


    La parete divisoria W80, presentata in anteprima durante il Fuorisalone milanese 2014, pensata per i grandi cantieri internazionali , caratterizzata da grande flessibilità,  attrezzabile, personalizzabile e predisposta ad accogliere qualsiasi tipo di tecnologia.

    Il  nuovo sistema di partizioni per ufficio MULTY che, basato su un unico pannello divisorio fonoassorbente aggregabile, risponde all’esigenza di creazione di nuove configurazioni per gli ambienti work.

    La famiglia di sedute VELA si articola in una vasta gamma di modelli concepiti, sia nell'estetica sia nella funzionalità, per inserirsi armoniosamente in ambienti ufficio, soft-contract e spazi residenziali

    La forte identità dell’azienda è anche in questa occasione veicolata, non solo attraverso i nuovi prodotti Tecno ma anche attraverso la loro rappresentazione. L’allestimento affidato all’ideazione dello studio Migliore + Servetto Architects concepisce una duplice scansione di percorso esterno ed interno allo stand, approfondendo la narrazione di tre diversi racconti imperniati sull’oggetto sedia, sul separatore di spazi e sul sistema parete.
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  • Vela
    Lievore Altherr Molina
    2014

    Vela, realizzata grazie alla collaborazione del Centro Progetti Tecno con lo studio spagnolo Lievore Altherr Molina, che ne firma il design, è una famiglia di sedute che si articola in una vasta gamma di modelli concepiti, sia nell'estetica sia nella funzionalità, per inserirsi armoniosamente in ambienti ufficio, soft-contract e spazi residenziali.

    La tecnologia presente è celata in un sofisticato meccanismo “responsive” posto nel corpo della seduta, che permette di adeguare automaticamente la postura  in base al peso dell’utilizzatore.
    Il design semplice ed elegante di Vela, che appare avvolgente e privo di elementi meccanici a vista, consente un uso ideale della seduta sia in ambienti tradizionali d lavoro che in ambienti home-office.
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  • Multy
    Gabriele e Oscar Buratti
    2014

    Multy è un innovativo sistema di partizione per dividere e strutturare spazi, per creare privacy visiva e per ridurre l’impatto acustico negli uffici e negli spazi di lavoro in genere.

    Concepito dai due designer Gabriele e Oscar Buratti, il progetto, realizzato grazie alla collaborazione con il Centro Progetti Tecno, coniuga caratteristiche tecniche specifiche,performances elevate e innovazione tecnologica, in un prodotto dal design elegante e all’avanguardia. 
    Il sistema è composto da un unico elemento, un pannello, che può essere configurato, aggregato e attrezzato secondo un semplice ed intuitivo sistema.
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  • Salone del Mobile
    Fiera di Milano
    2015

    L’impegno di Tecno verso un innovativo percorso dedicato agli ambienti ufficio si concretizza nella proposta di esperienza da vivere all’interno dello stand con cui l’azienda si presenta all’edizione 2015 del SaloneUfficio.

    L’allestimento affidato allo studio Gtp di Torino dà vita a uno spazio aereo nel quale prevalgono i colori istituzionali.

    Connettività, intelligenza, e benessere digitale si accompagnano ai concetti di versatilità, flessibilità, performance acustica e comfort nel definire la nuova frontiera verso cui Tecno spinge la propria ricerca, rispondendo in modo evoluto alle nuove esigenze degli smart workers coinvolti in una fase di grande cambiamento degli spazi di lavoro.

    Le sedute Vela rappresentano la risposta alla necessità di comfort evoluto di seduta negli ambienti.
    I pannelli divisori Multy hanno l’obiettivo di creare aree meeting e zone operative nel rispetto nei massimi standard di assorbimento ed insonorizzazione acustica, la nuova parete monovetro W40 conferma la grande attenzione dell’azienda al mondo dei progetti e ai sistemi di separazione strutturale degli ambienti business.

    Infine, il nuovo progetto io.T introduce la connettività negli oggetti “ufficio” rendendoli intelligenti, confermando Tecno leader indiscussa del settoregrazie al percorso tecnologico che l’azienda sta proseguendo da sempre garantendo un vantaggio competitivo unico ai propri partners.
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  • W40 Partition
    2015

    Tecno, da sempre impegnata sul tema della divisione degli spazi, introduce sul mercato il nuovo sistema di parete divisoria a vetro singolo W40. 

    W40, realizzata dal Centro Progetti Tecno in collaborazione con l’architetto Daniele Del Missier, è concepita per offrire una vasta possibilità di aggregazione. La disposizione del vetro rispetto al profilo, posizione che può essere centrata o a offset, permette al sistema della porta lo scorrimento all’interno del profilo. 
    Con i suoi 4 brevetti industriali, W40 garantisce prestazioni strutturali e acustiche di altissimo livello che, coniugate con la sua estetica minimale, la rendono un oggetto versatile che ne permette un uso trasversale nei differenti ambienti (salette lounge, meeting room temporanee, luoghi di passaggio e di servizio).

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  • Red Dot Design Award
    2015

    W80, realizzata dal Centro Progetti Tecno in collaborazione con l’architetto Daniele Del Missier ed Elliot Engineering & Consulting, si aggiudica il Red Dot Design Award 2015.
    Con il nuovo sistema parete, Tecno conferma la sua eccellenza nel design di prodotto e la sua visione innovativa ottenendo uno dei premi internazionali più prestigiosi, assegnato da unagiuria di 38 esperti del settore che quest’anno ha valutato 4.928 candidature provenienti da 56 paesi.

    Dal product design ai progetti di comunicazione, fino ai concept e ai prototipi, il Red Dot Award, che celebra quest’anno i suoi 60 anni, documenta e riconosce il miglior design a livello globale e i più rilevanti trend del settore.

    Tra questi, W80 rappresenta l’ultima tappa del percorso consolidato di ricerca aziendale, che pone particolare attenzione all’evoluzione tecnologica per rispondere alle istanze della contemporaneità nel modo più efficiente, sia sul piano delle prestazioni che dal punto di vista estetico-formale. Proseguendo nella sua storia di innovazione, Tecno ha generato con W80 un prodotto nuovo cui presiedono ben cinque brevetti industriali. Caratterizzato da elevata flessibilità anche nell’accogliere pannelli di materiali diversi, W80 è la soluzione perfetta per cantieri di media e alta complessità.

  • io.T
    The intelligence of Tecno
    2015
    io.T è l’innovativo progetto di arredo funzionale di Tecno che coniuga il mondo tangibile ed analogico con quello intangibile del digitale attraverso una serie di arredi intelligenti. Il profondo cambiamento culturale strategico negli ambienti di lavoro, dominati oggi dalla connettività permanente e nuovi layout fisici funzionali e flessibili, ha portato Tecno ha sviluppare una serie di arredi connessi ed integrabili con i principali sistemi d’intelligenza in uso che riconoscono la persona e le sue preferenze adattandole all’ambiente di lavoro in cui opera. io.T , permette, in tempo reale, di trasmettere informazioni che consentono di migliorare la gestione dell’area, di minimizzare i consumi e di ottimizzare le risorse. 
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  • Tecno acquisisce Ottagono
    2015

    Affinità, percorsi comuni, desiderio di riportare "il progetto" al centro del dibattito e dello sviluppo del settore dell'arredamento italiano, ha portato TECNO  ad acquisire marchio e archivio storico della rivista OTTAGONO.
  • Clavis
    2016
    Clavis è il sistema operativo di Tecno la cui idea progettuale nasce dal giunto brevettato che è il cuore del sistema, unico elemento di connessione dei componenti del telaio strutturale e che favorisce una veloce configurabilità.  Il sistema si costruisce infatti in completa assenza di ferramenta e con un semplice gesto delle mani che attraverso una torsione a 45° innesta i componenti tra loro. Una serie di elementi modulari permette a Clavis un’aggregabilità che si adatta alle molteplici tipologie di lavoro contemporaneo. Il sistema prevede infatti diverse altezze del piano o la regolazione progressiva dell’altezza sia manuale che automatica adeguate a predisporre i nuovi modi di lavorare.  

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  • Vela si aggiudica il Compasso d'Oro
    2016
    VELA, la famiglia di sedute progettata dallo studio Lievore Altherr Molina, vince il XXIV Compasso d'Oro ADI con la seguente motivazione: “Compasso d’Oro per una ricerca che risulta in un prodotto elegante, leggero, tecnologico e solido integrando in modo brillante ergonomia e estetica”.
    VELA traduce fortemente il pensiero di Tecno, da sempre ispirato dal progetto razionalista espresso nella sua forma più elegante e discreta di rappresentazione.
    La linea snella e lineare, priva di elementi meccanici a vista, cela al suo interno una sofisticata tecnologia “responsive” che permette di adeguare automaticamente la postura in base al peso dell’utilizzatore. Vela, sia nell’estetica che nella funzionalità, è adatta ad inserirsi in ambienti ufficio, soft-contract e spazi residenziali. La famiglia è articolata in una vasta gamma di modelli disponibili con diverse basi, finiture e combinazioni di materiali/tessuti per seduta e schienale. VELA andrà ad accrescere il patrimonio della Fondazione ADI Collezione Compasso d'Oro, riconosciuto "di eccezionale interesse artistico e storico" dal Ministero dei Beni Culturali, che raccoglie dal 1954 gli oggetti del design italiano che hanno vinto il prestigioso Premio.
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  • thumb-orgaterc(0)
    Orgatec Fair
    2016
    "Redesigning the future of the future work”, è il claim scelto da Tecno per interpretare la propria visione in occasione di Orgatec 2016, la principale manifestazione internazionale del settore ufficio recentemente conclusasi con un grande successo di pubblico e che ha visto Tecno presentarsi in uno spazio aperto di 900 m2, dove l’azienda ha messo in scena  un vero e proprio teatro dell’immaginazione, in cui il futuro è reso possibile, anzi è realizzato attraverso io.T: sistemi di arredi Intelligenti e interconnessi in grado di garantire un nuovo livello di benessere per gli utenti e un ottimizzazione delle risorse per i gestori degli edifici.

    Nello stand, pensato come una grande tela bianca, hanno spiccato la seduta Vela , vincitrice del Compasso d’Oro 2016, Clavis , il nuovo sistema di tavoli da lavoro concepito per un montaggio immediato e tool-free e la parete divisoria W80 che, grazie alle sue uniche caratteristiche tecnologiche è oggi uno dei prodotti maggiormente riconosciuti sui  grandi cantieri internazionali.

    Ancora una volta, Tecno, coglie per prima le evoluzioni in atto e le traduce in risposte di prodotto atte a migliorare il benessere negli ambienti di lavoro.
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  • tecnoezanotta-thumb
    Tecno e Zanotta. Un disegno comune
    2017
    Nel continuo percorso di crescita dello storico brand fondato negli anni '50, Tecno acquisisce la maggioranza di Zanotta, una delle aziende più amate e protagonista del design italiano.

    Due storie parallele quelle di Tecno e Zanotta che hanno deciso di mettere in comune unicità, competenza, reputazione e credibilità per consolidare e aumentare la crescita nei principali mercati internazionali, puntando a una offerta completa per il sistema contract e ufficio, ambito di riferimento per Tecno, così come per il mondo home e hospitality, settore in cui Zanotta da sempre eccelle.

    Entrambe le aziende nei rispettivi percorsi imprenditoriali hanno dato senso all'industria del design italiano, con un approccio al mercato fortemente anticipatore in termini di innovazione, sia sotto l'aspetto della ricerca estetica e funzionale sia nell'attenzione a rappresentare i valori della qualità e del saper fare italiano.


    Milano
    21 Febbraio 2017
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    Passenger Terminal
    2017
    Durante l’ultima edizione della fiera Passenger Terminal Expo svoltasi ad Amsterdam dal 14 al 16 marzo 2017, Tecno ha presentato il nuovo programma di sedute per aeroporto Aeris disegnato dallo studio Grimshaw.

    Da “non-luoghi” destinati solo al transito, gli aeroporti si sono trasformati in hub multiculturali e multifunzionali dove le persone lavorano, mangiano, fanno acquisti, attendono e si rilassano.

    Ecco quindi il sistema Aeris che, attraverso l’elegante barra estrusa in alluminio che permette di allineare fino a 5 sedute e la possibilità di aggiungere tavolini e cantilever, rende gli aeroporti ambienti confortevoli, flessibili, adattabili ai diversi tipi di utenza, permettendo configurazioni di sedute lineari, angolari o back-to-back, equipaggiate di porta usb per rispondere agli standard tecnologici della digitalizzazione diffusa.



    Amsterdam
    Dal 14 al 16 Marzo 2017
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    Salone Del Mobile Fiera di Milano
    2017
    “Redesign the future of the future work” è il tema con cui Tecno si è presentata alla scorsa edizione del Salone Del Mobile di Milano. 
    Nell’ampio spazio espositivo Tecno ha messo in scena i nuovi prodotti: Clavis, Vela e W80, le icone storiche e l’innovazione di io.T – The Intelligence of Tecno, il sistema che rende gli arredi intelligenti, integrati e interconnessi.
    Tecno presenta sistemi di tavoli, sedute e partizioni pensati per il lavoro contemporaneo, arredi finalizzati a migliorare il comfort dell’ambiente e il benessere dell’utente.

    Tecno estende la sua esibizione durante la Design Week milanese nello showroom in Piazza XXV Aprile, cuore della nuova Milano tecnologica con “Tecno: La Fabbrica Del Progetto”, un percorso espositivo esperienziale tra le sue realizzazioni di progetto i suoi arredi icona e i recenti sistemi innovativi per esplorare il backstage del design raccontando il progetto totale, che riguarda non solo il making of ma anche l’evoluzione dell’azienda stessa.

    Raccontare il progetto. Farlo vedere, da dentro. Esploderlo. Tirarne fuori tutte le componenti. Mostrarne i contenuti tecnologici. Rivelarne i dettagli realizzativi.


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