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Eugenio Gerli

Ideatore con Osvaldo Borsani dello storico sistema operativo Graphis (1968), l'architetto Eugenio Gerli ha progettato alcune delle icone Tecno, come le sedute PS142 e S142.

Sul muro della casa di mio nonno, dove sono nato, c’era una lapide con inciso “vivere per costruire”. Così è stato. Sono diventato architetto nel ’49, dopo il biennio di ingegneria. Ho subito cominciato a progettare con continuità collaborando e confrontandomi con committenti, colleghi, artisti e costruttori, per arrivare 25 anni dopo, ad unirmi con i miei figli Enrico e Guido appena laureati.

Esprimo il mio curriculum concentrandolo in soli 6 momenti di differenti attività progettuali. Clinica di Cardiologia a Laveno-Monbello (1950), cinema Ambasciatori a Milano (1954). Unione Commercio Turismo a Milano in corso Venezia 47-49, ristrutturazione e restauro dei Palazzi Castiglioni (1903) e Bovara (1787) - Allestimento interno Tecno.

Fra le numerose realizzazioni in campagna-mare-monti ho scelto la “Club House” sede del Golf club “la Pinetina” (Appiano Gentile). Ho lavorato e viaggiato molto fuori Italia, in USA, Europa, Africa, Persia, Kuwait, Arabia Saudita: ho scelto la “cupola soggiorno” sul terrazzo di un palazzo di Riyad realizzata in vetro protetto da “anelli” circolari metallici (1980) - in collaborazione con Osvaldo Borsani ho progettato-realizzato molte case per abitazione a Milano e Roma; in seguito nuove sedi con progettazione integrale per Banche, Stabilimenti, Uffici. Architettura di interni: ristorante “El Toulà” a Milano, Hotel “Carlton Baglioni” in via Senato a Milano, numerosi showroom di abbigliamento e Sedi per “Etro”, residenze private.


Disegno industriale
Inizio, ancora studente, a sperimentare materiali “nuovi”: feltro plastico, compensato curvato, e partecipo nell’inverno del ’48 ad una mostra da Fede Cheti con una seggiolina a tre gambe.

Sono presente alla IX Triennale con quattro modelli che concludono concretamente i miei studi.
Collaboro con la Rima di Padova realizzando una poltroncina da ufficio imperniata con un giunto elastico su un sostegno centrale in fusione di alluminio. Nel 1957 inizia una nuova stagione, un intenso capitolo durato più di 35 anni di stretta e continua collaborazione con i fratelli Borsani: la Tecno. Una collaborazione esclusiva in parallelo alla mia attività professionale e talvolta intrecciata con essa.Una collaborazione totale con Osvaldo e con il Centro Studi creando molti dei prodotti degli anni 60-70-80 risultando talvolta difficile stabilire l’idea informatrice e la paternità di un progetto.
 
Tavolo a farfalla T92
Sedia impilabile con sedile e schienale in compensato curvo S83
Sedie con strutturale metallica S81 e S82
Poltrona P28 impostata sul cerchio
Tavolo con base centrale in fusione ad incastro T69
Tavolo a due altezze T87
Letti sovrapponibili L75
Tavolini con piani variabili T68
Carrello bar a due valve “Giamaica”
Poltroncina imbottita a due scocche “Clamis”
Libreria componibile “Domino”
Libreria con cristalli scorrevoli E333
Sedie per ufficio “Aries”
Divano con angoli in legno
Sedia a dondolo su barra metallica (disegnati con il figlio Enrico)
Ed infine inventando un “sistema” per l’organizzazione essenziale di luoghi operativi basato, per la prima volta, su solo 3 componenti monocromatiche: la Graphis (1968) il “back bone” della Tecno. 

Per l’architettura e gli allestimenti:
Stabilimento a torre di via S. Michele e quello nuovo con gli uffici attuali la sede di Milano in via Bigli gli showroom di via Monenapoleone, Milano, di Roma – Napoli – Catania – Genova – Ginevra Torino - Bruxelles. Quando c’era un lavoro importante o difficile anche in capo al mondo Osvaldo e Fulgenzio Borsani dicevano “daghel al Gerli”.


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